lunedì 14 dicembre 2015

video della PRESENTAZIONE del LIBRO "Il nostro No"

link della presentazione del libro "Il nostro No"
a Venaus 6 dicembre
con Luciano Tallarico, Giorgio Barazza e Davide Rostan.


https://drive.google.com/file/d/0B5kyFusa3Okxd2t0NmRQeDJRVHM/view?usp=sharing

è condivisibile con chi ha il link.

Fate girare!!




P.S.
Eccovi i link ai video che ho caricato dei tg che hanno parlato della marcia di martedì a breve anche quello di Rete7 di 11 minuti.
2015_12_08 - TgR3 - NoTav - 10 anni dalla presa Venaus.mpg 80.828.416
 

***
2015_12_08 - Tg1 - NoTav - 10 anni dalla presa Venaus.mpg 17.448.960

**********
nel caso lo togliessero dalla rai (http://www.rai.tv/…/ContentItem-a698377f-ba1f-4a71-a443-367…)


 se non funzionassero copiate il link nella barra di indirizzo del browser

https://www.dropbox.com/s/u5tprgslqwh347e/2015_12_08%20-%20Tg1%20-%20NoTav%20-%2010%20anni%20dalla%20presa%20Venaus.mpg?dl=0

https://www.dropbox.com/s/8kkpy17ef1jxo80/2015_12_08%20-%20TgR3%20-%20NoTav%20-%2010%20anni%20dalla%20presa%20Venaus.mpg?dl=0


P.P.S.
per chi ci ha chiesto di poter rivedere i VIDEO proiettati oggi 6 dicembre 2015 (e il 12 agosto 2015 con Pax Christi) a Venaus durante la presentazione del libro "Il nostro No" dei Cattolici per la vita della Valle:


"Un lacrimogeno sul viso" di Marco Carena:
https://www.youtube.com/watch?v=92Nm9xhktVo

"T.A.V" (The Show Must Go Off) – Elio e le Storie Tese:
https://www.youtube.com/watch?v=5NOmpNLCrDY

"‪#‎con1metrodiTav‬" i sindaci:
https://www.youtube.com/watch?v=RqGi0iElHzQ

"NoTav, di nuovo In Cammino"
https://www.youtube.com/watch?v=B644CqgtvHo

lunedì 9 novembre 2015

IL NOSTRO NO

Preghiera, riflessione, azione 

Queste sono le tre linee guida del gruppo "Cattolici per la vita della Valle". Attraverso questo libro abbiamo voluto, sicuramente, dire chi siamo; ma, soprattutto, le ragioni per cui ci siamo.
Ragioni che nascono dall'analisi dei documenti ufficiali, delle parole dei politici, dei dati riportati negli anni dai giornali; e da un confronto continuo con il Magistero della Chiesa postconciliare, dalla Dottrina Sociale alle lettere encicliche che si sono occupate anch'esse di temi sociali e ambientali.

 


Parleremo di ambiente, salute, economia, politica, e anche (parola grossa) di "verità". Senza la pretesa di averla in tasca noi, riteniamo che una delle questioni più urgenti sia proprio una riflessione sull'uso che, quando ci sono in gioco degli interessi enormi, si fa della verità.
Niente di nuovo sotto il sole: è così da sempre, e lo sappiamo.
Ma a questo, un cristiano non si può rassegnare. Né si può rassegnare a questo modello di sviluppo, che in nome del profitto di pochi toglie a molti; e non si cura né dell'uomo né di alcun'altra creatura. Un modello di sviluppo di cui - se pensiamo alle derive tecnologiche ed economiche legate, ad esempio, all'industria delle armi - la Torino-Lione è solo un tassello minimo, se paragonabile alle guerre, ma un tassello che ha molte cose da dirci, ed è ciò che qui proveremo a fare.

Perché parlare di Tav, non è solo parlare di Torino-Lione, e questo in Val di Susa - laboratorio di fama ormai nazionale di idee eversive non in quanto terroristiche, bensì in quanto lontane dall' "economically correct" - è noto da tempo.

La nostra eversione è quella cristiana: la spinta a nuovi stili di vita che mettano veramente al centro l'uomo, e trattino con il giusto rispetto tutto ciò che Dio gli ha dato da custodire.
E' la nostra eversione, e anche la nostra azione e la nostra preghiera: quell' "I care" di don Lorenzo Milani, che solo a partire dalla conversione di ciascuno di noi, in numero sempre maggiore, potrà edificare, passo dopo passo, la Città di Dio.


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La presentazione del libro avverrà il 6 dicembre a Venaus - ore 18.00, in occasione dell'anniversario della notte del 2005 e della successiva "presa" di Venaus.


video della la presentazione del LIBRO "Il nostro No"
a Venaus 6 dicembre
con Luciano Tallarico, Giorgio Barazza e Davide Rostan.
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Sono aperte le PRENOTAZIONI al prezzo scontato di 10 euro (prezzo di copertina 12,50 euro). 

potete farlo attraverso: 

il nostro indirizzo  cattoxvalle@gmail.com


la nostra pagina di facebook:  qui  
 

il nostro gruppo su facebook  qui   

contattandoci personalmente:  347-1703582


http://cattoliciperlavitadellavalle.blogspot.it/
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P.S. Ringraziamo tutti coloro che ci sono stati vicini, ci hanno dato le bellissime foto inserite, e tutti quelli che ci hanno supportato in questa nuova avventura.







"Il nostro NO" è un libro di 240 pagg in cui abbiamo messo tutte le ragioni della nostra contrarietà all'opera Torino-Lione.

E' frutto di attente analisi dei pro e contro, che parla al cuore dei credenti e non credenti, alla luce dell'Antico Testamento, del Vangelo, della dottrina sociale della Chiesa, delle Encicliche e della nonviolenza.

giovedì 17 settembre 2015

Abbiamo incontrato




31 marzo 2017 - Lambrate (MI)
Circolo ARCI -
presentazione libro "Il nostro NO"


9 marzo Buttigliera Alta (TO)
sala comunale
presentazione libro "Il nostro NO"


27 gennaio 2017 – Condove
biblioteca - Grande Cortile
don Alessandro Santoro e suor Stefania
della comunità Cenacolo delle Piagge di Firenze
"Eventi profetici" con letture di alcune prediche di Savonarola e scritti di don Milani


27 settembre 2016 – Torino
libreria Trebisonda
presentazione libro "Il nostro NO"


12 marzo 2016 – NAPOLI
don Alex Zanotelli
presentazione libro "Il nostro NO"


12 febbraio 2016 – Condove
biblioteca - Grande Cortile
presentazione libro "Il nostro NO"


15 gennaio 2016 - Susa (TO)
libreria Panassi
presentazione libro "Il nostro NO"


6 dicembre - Venaus (TO) 
Centro polivalente
presentazione libro "Il nostro NO"


14 agosto 2015 – Bussoleno
Barbara De Bernardi, docente di religione cattolica (Sant’Ambrogio)
don Nandino Capovilla, Pax Christi (Venezia)
Ing. Mario Cavargna, Pro Natura (Bussoleno)
Gigi Richetto, professore filosofia (Bussoleno)
“Forum sull’enciclica Laudato si’


10-16 agosto 2015 - Val di Susa
Don Nandino Capovilla con il Collettivo giovani di Pax Christi Italia
don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia
mons. Marc Stenger, vescovo di Troyes (Regione Champagne-Ardenne, Francia) e presidente di Pax Christi France
mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva (Bari) e presidente di Pax Christi Italia
Dalla Val Susa all’Europa - Cantiere per un futuro possibile con la gente della Valle che resiste”


30 aprile 2014 - Condove,
Serata organizzata dal Valsusa Filmfest,
con Alex Zanotelli missionario comboniano (Napoli)
Marco Aime, antropologo (Genova)
“Nuove povertà e bellezza”


30 gennaio 2015 – Condove
Don Nandino Capovilla e Betta Tusset, Pax Christi (Venezia)
presentazione libro "ESCLUSI - Nelleperiferie esistenziali con Papa Francesco"


11 novembre 2014 – Condove
Padre Renato Kizito Sesana, missionario comboniano (Koinonia Community Shalom House Nairobi)
Enzo Toschi e Mauro Pagnano, rappresentanti del Coordinamento Comitati Fuochi (province di Napoli e Caserta)
“Povertà urbana: dai sotterranei del mondo all’Italia nella Terra dei Fuochi”


21 novembre 2013 – Bussoleno
Don Albino Bizzotto, fondatore dell’associazione Beati i costruttori di pace (Padova)
“Il territorio al servizio dei soldi o della vita?”


aprile 2013
Siamo stati sostenitori del film “L’anima attesa” su don Tonino Bello, di Winspeare
vescovo di Molfetta, già presidente di Pax Christi, per il quale è in corso il processo di beatificazione.


24 novembre 2012 – Condove
Don Aniello Manganiello, guanelliano (Scampia, NA)
Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco
“Gesù è più forte della camorra”


16 aprile 2013 – Clarea
Inaugurazione Campo della Memoria


15 agosto 2012 – Chiomonte
Don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi (Venezia)
“Magnificat della Valsusa”


15 maggio 2012 - Vaie e Clarea
Incontro con preti operai giunti da diversi paesi europei per il loro raduno annuale


4 aprile 2012 – Condove
Padre Gianfranco Testa, missionario della Consolata (Torino)
“Ascoltateli!”


9 marzo 2012 – Condove
Don Marco Baroncini (Bologna)
“Testimone della frana di Ripoli”


2 marzo 2012 – Susa
Don Fredo Olivero, pastorale Migrantes (Torino)
Aly Baba Faye (Senegal) , 
“Diritto alla cittadinanza”


27 ottobre 2011 – Condove
Don Adriano Sella, missionario del creato (Padova)
“I nuovi stili di vita”


9 febbraio 2011 – Condove
Don Renato Sacco, Pax Christi (Novara)
Elisabetta Brunella, Rosa Bianca (Trento)
Roberto Forte, responsabile Terra del Fuoco Internazionale membro del FLARE (Network internazionale per la lotta alle criminalità organizzate)
“Quali priorità per uno sviluppo basato sulla giustizia?”


30 novembre 2010 – Bussoleno
Dr. Marco Tomalino, medico di base, Coordinamento operatori sanitari Val di Susa
“TAV e salute”


18 giugno 2010 – Condove
Padre Beppe Giunti, francescano (Roma)
“Artefici del proprio sviluppo. I popoli ne sono i primi responsabili”


13 aprile 2010 – Bussoleno
Don Andrea Gallo, Comunità San Benedetto al Porto (Genova)
“Osare la speranza”

 
 
 
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Veglie di preghiera












* Veglia di Preghiera per Nicolas, Lorenzo e Stefano davanti al CTO (To) del 5-3-2013




* Veglie di Preghiera : Insieme nella preghiera - per la pace e il bene della valle - Rendici testimoni del tuo amore 



martedì 15 settembre 2015

il Collettivo Giovani di Pax Christi visita la Valle di Susa

2015_08_11-17 -  il Collettivo Giovani Pax Christi Italia e Francia visita la Valle di Susa

Nei giorni dal 11 al 17 agosto abbiamo avuto graditissimi ospiti alcuni dei ragazzi del Collettivo Giovani Pax Christi Italia e Francia








 

 





venerdì 11 settembre 2015

Lezioni pratiche di alternativa - Pax Christi 2015



(10 – 16 Agosto 2015)

"La  Val di Susa è un po’ il tallone di Achille del sistema-paese.
Una valle che non accetta il progresso, che rifiuta la tecnologia e preferisce chiudersi su se stessa, tentando di sottrarsi a un mondo sempre più interconnesso…"

Il Collettivo giovani di Pax è andato a vedere con i propri occhi se le cose stanno proprio così.

E ha scoperto nella valle che disobbedisce un movimento tutto colorato, molto diverso da quello che tv e giornali rappresentano. Dai «freddi numeri» del prof. Tartaglia che ci spiegano l’inutilità tecnica, dati alla mano, del progetto TAV, alla calda accoglienza dei presìdi che ci abbracciano e ci nutrono di prelibatezze a km0; di sovversivo tra i monti delle Alpi valsusine abbiamo trovato soltanto un’umanità che si ostina ad anteporre la socialità e il rispetto dell’ambiente alla dura legge del profitto di pochi.
Ecco sì, in questo i valsusini sono proprio dei sovversivi o, meglio, degli inversivi, perché invertono i paradigmi dominanti.

All’obbligo della distruzione ambientale rispondono con un’associazione di imprenditori etici per la difesa dei beni comuni, Etinomia. E all’imperativo di sacrificare i legami sociali per accrescere la megamacchina produttiva rispondono cucinando insieme, manifestando pacificamente, interrogandosi collettivamente, vivendo diversamente. Una comunità responsabile e conviviale. Qualcosa di davvero pericoloso nel mondo thatcheriano in cui «non esiste la società, esistono solo gli individui».  

Chi può, allora, vada a farsi un giro in Valsusa.

Non troverà violenti col passamontagna ma incontrerà, come l’abbiamo incontrato noi, un popolo vivo che pone a se stesso e a tutti noi un interrogativo a cui ormai abbiamo paura di rispondere: è davvero così che vogliamo vivere nel mondo?

Il collettivo giovani di Pax Christi in Val di Susa


Pubblicato il 11 set 2015



(foto di Francesca Turra)

giovedì 20 agosto 2015

Lettera dei Giovani di Pax Christi - Val di Susa, inno al Creatore e casa comune: Custodire o distruggere?

VAL DI SUSA, INNO AL CREATORE E CASA COMUNE:
CUSTODIRE O DISTRUGGERE?


Una lettera dai giovani di Pax Christi Italia e Pax Christi France



Buon ferragosto e buona festa di Maria Assunta a tutti voi che forse siete in un posto meraviglioso come questa valle. Abbiamo aperto la “Laudato si” di Papa Francesco e leggerla qui fa un effetto davvero unico. Provate anche voi!


“in ogni parte del mondo accade che alcuni cittadini si preoccupano di un luogo pubblico, di una fontana, di una piazza, di un paesaggio, per proteggere, risanare, migliorare o abbellire qualcosa che è di tutti. Intorno a loro si sviluppano o si recuperano legami o sorge un nuovo tessuto sociale. Così una comunità si libera dall’indifferenza consumistica.
In ogni parte del mondo accade che i movimenti dei consumatori riescono a far si che si smetta di acquistare certi prodotti. Senza la pressione della popolazione ci saranno sempre resistenze ad intervenire. Il movimento ecologico mondiale ha già fatto un lungo percorso arricchito dallo sforzo di molte organizzazioni della società civile. Grazie a tanto impegno, le questioni ambientali sono state sempre più presenti nell’agenda pubblica e sono diventate un invito permanente a pensare a lungo termine. Ciononostante, i Vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative per mancanza di decisione politica.
Da ogni parte del mondo possiamo unire le forze per la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale. Poiché sappiamo che le cose possono cambiare il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. Tra l’altro, nel dibattito sull’impatto ambientale di un’opera devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse economico immediato. Bisogna abbandonare l’idea di “interventi” sull’ambiente per dar luogo a politiche pensate e dibattute da tutte le parti interessate. Questa situazioni provocano i gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta. Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli.
E i giovani ci guardano e si domandano: com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi? I giovani esigono da noi un cambiamento. E dobbiamo credere che l’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune”

Papa Francesco “Laudato sì”



Dai cristiani della Val di Susa abbiamo imparato in questi giorni non solo a riconoscere le bellezze del creato, ma soprattutto ad alzare la voce per difendere questo dono di Dio dalle opere inutili e dannose come il tav.
Stando con loro non abbiamo certo visto quei violenti montanari egoisti che i media ci dipingono per convincerci che non si potrebbe più rinunciare al tav. Al contrario abbiamo capito che tutti dovremo assumerci l’impegno di denunciare questo scempio.
E ciò, come afferma il Papa, non è “disturbo da sognatori romantici né ostacolo da eludere”.

15 agosto 2015

Collettivo Giovani Pax Christi in Val di Susa 2015 


Il Collettivo Giovani di Pax Christi per la seconda volta in Val di Susa


IL COLLETTIVO GIOVANI DI PAX CHRISTI 
PER LA SECONDA VOLTA IN VAL DI SUSA

"Ne sono certo. Qui nella Val di Susa che resiste, sono certo che Davide taglierà ancora la testa a Golia!"
Sono parole impegnative quelle che monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo, presidente di Pax Christi, Italia pronuncia il 12 agosto al termine dell’incontro accuratamente preparato dai Cattolici per la vita della valle in “Borgata 8 dicembre” di Venaus, in presenza di un altro vescovo, il presidente di Pax Christi Francia, Marc Stenger, del coordinatore don Renato Sacco (che in Val di Susa conosciamo bene per la sua lotta agli F35) e a don Nandino Capovilla, che li ha “portati” in questo lembo di profondo nordovest. 

E’ stata una settimana intensa, anche faticosa, per chi come Eugenio Cantore, Paolo Anselmo, Maria Grazia Cabigiosu, Donatella Giunti, Gabriella Tittonel, Bruno Teghille e Barbara Debernardi che con tanti altri hanno reso possibile l’avvicendarsi di un numero straordinario di iniziative. Faticoso come salire su una delle nostre montagne, uno sforzo che ti ripaga con una vista che dal fondovalle potevi solo ricordare dall’ultima volta…
don Nandino progetta già di tornare a trovarci con il collettivo delle famiglie, Davide, (non il re biblico ma un giovane studente di Sulmona che frequenta una università parigina e grazie alla sua conoscenza profonda della lingua si è sobbarcato l’onere più grande di traduzione con gli amici francesi) tornerà tra settembre e ottobre per la tesi di laurea cui sta lavorando e che avrà nel Movimento No Tav e in particolare in Etinomia i suoi punti focali.
E a proposito di Francia va aggiunto che in questa seconda occasione di incontro si è deciso di “sconfinare” scegliendo la cittadina di Annecy come luogo per incontrarvi i locali esponenti di Pax Christi, gli ecologisti che si oppongono a un ecomostro che dovrebbe sorgere in riva al lago e Daniel Ibanez che con altri attivisti di Presidio Europa No Tav ha spiegato come quella contro la Lyon-Turin sia un’unica lotta a tutela dell’ecosistema e del corretto uso delle risorse ambientali ed economiche su entrambi i versanti delle Alpi.
“Camminare assieme” pare essere scritto nel comune dna, anche grazie a un’altra enciclica, Laudato Si', di cui si è iniziato a parlare nell’incontro di Bussoleno.
E che due vescovi abbiano diviso il pane con noi in un luogo che mai ne aveva visto neanche uno- (neppure durante la delicata rivolta popolare dell’Immacolata del 2005!) non può che far piacere a tutti, anche a “chi non crede”, ma se condivide la nostra lotta non è certo privo di ideali.
Le mie foto-ricordo sono disponibili al link sotto
- assieme ai ben più preziosi materiali postati dal gruppo dei cattolici per la vita della valle agli indirizzi che si trovano sul loro profilo, su quello di “Presidio No Tav Europa”, sui siti internet e mailing list del movimento.


Claudio Giorno

venerdì 14 agosto 2015

Bussoleno: dialogo con Pax Christi sull’Enciclica “Laudato si’ ” - audio


Bussoleno: dialogo con Pax Christi sull’Enciclica “Laudato si’ ”









audio dei relatori in .mp3


01 - Introduzione Donatella Giunti
02 - Intervento Barbara Debernardi e (Testo)
03 - Intervento Mario Cavargna
04 - Intervento Gigi Richetto
05 - Intervento don Nandino Capovilla




 





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IL NOSTRO NO alla Nuova Linea Torino Lione Venaus 2015_08_13

VENAUS - 13 AGOSTO 2015


Presentazione del gruppo 
e delle principali ragioni del nostro NO






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Bussoleno: dialogo con Pax Christi sull’Enciclica “Laudato si’”


di Barbara Debernardi  venerdì 14 agosto 2015

CAMMINIAMO CANTANDO!
Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta con ci tolgano la gioiadella speranza. (Laudato si’, 244.)

Il 10 novembre dell’anno scorso quasi 300 cristiani valsusini appartenenti al movimento No Tav scrivevano a Papa Francesco una lettera, nella quale chiedevano di essere aiutati a trovare ascolto e di essere ricevuti in occasione della vista che il Papa avrebbe fatto a Torino nel mese di giugno.
A quell’appello accorato in apparenza Papa Francesco non ha risposto. Nessuna telefonata è arrivata, nessun invito per un incontro romano o torinese.
È però arrivata una Enciclica, che, per quanto indirizzata a tutti gli abitanti di questa “casa comune” che è la nostra Madre Terra, in realtà rappresenta oggi la risposta più alta, autorevole ed appassionata a quel grido valsusino che risuona ormai da 25 anni, e che da 25 anni cerca di rompere quelle mura di silenzio, diffidenza e indifferenza che hanno provato (per fortuna inutilmente!) a costruire attorno alla Valle.
Certo, siamo tutti consapevoli che l’Enciclica non è stata scritta “solo” per noi. Ma siamo altrettanto consapevoli che in ogni suo paragrafo proprio di noi parla, proprio a noi pensa, proprio noi incoraggia. Enciclica quindi che andrebbe letta e meditata e riletta tutta, più volte e per intero. E che qui, dunque, ci limitiamo a ripercorrere nei suoi passaggi più forti e scritti con cuore e occhio più attentamente rivolti a “casa nostra”.
In 25 anni l’esperienza valsusina, nata come battaglia ambientalista, è cresciuta in competenza e consapevolezza.
Quella che è partita come difesa di un territorio ed è perciò stata immediatamente bollata come “sindrome Nimby”, è diventata con il tempo battaglia per i diritti dei più deboli, denuncia dei poteri forti, richiesta di giustizia, ricerca di un modo diverso di intendere il lavoro, il progresso economico e la qualità dell’esistere.
Papa Francesco, partendo dall’esempio del Santo di cui porta il nome, così fa eco a questa storia di Valle: “In lui (San Francesco) si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.” (LS, 10)
e quindi
“… un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra, quanto il grido dei poveri.” (LS, 49)
In un quarto di secolo l’impegno del nostro territorio contro un’opera devastante e inutile ha dovuto fare i conti con il disinteresse dei più, con l’accusa di essere retrogradi e contro il progresso.
Anche di queste difficoltà Papa Francesco dimostra di essere perfettamente cosciente: “Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche.” (LS, 14)
E così ancora: “Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane.” (LS, 114)
Il tentativo pluridecennale di cittadini e amministratori di accedere ai dati, di poter discutere realmente nel merito dei progetti, di ricevere e fornire una corretta informazione è stato costantemente in salita, ha dovuto fare i conti con miopia, omertà e meditata distorsione della realtà. Ma anche a questo proposito Papa Francesco parla a noi, parla di noi: “Occorre assicurare un dibattito scientifico e sociale che sia responsabile e ampio, in grado di considerare tutta l’informazione disponibile e di chiamare le cose con il loro nome. A volte non si mette sul tavolo l’informazione completa, ma la si seleziona secondo i propri interessi, siano essi politici, economici o ideologici … E’ necessario disporre di luoghi di dibattito in cui tutti quelli che si potrebbero vedere direttamente o indirettamente coinvolti … possano esporre le loro problematiche o accedere ad un’informazione estesa e affidabile per adottare decisioni orientate al bene comune presente e futuro.” (LS, 135)
Inoltre: “La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori, spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare e a un dibattito approfondito.
Uno studio di impatto ambientale non dovrebbe essere successivo alla elaborazione di un progetto produttivo o di qualsiasi politica, piano o programma. Va inserito fin dall’inizio e deve essere elaborato in modo interdisciplinare, trasparente e indipendente da ogni pressione economica o politica. Deve essere connesso con l’analisi delle condizioni di lavoro e dei possibili effetti sulla salute fisica e mentale delle persone, sull’economia locale, sulla sicurezza
Nel dibattito devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse immediato …
La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto …
C’è bisogno di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione … “ (LS, 182-183)
In questa prospettiva, come Papa Francesco evidenzia e come la comunità valsusina ha sempre sostenuto, vivendolo in prima persona, è fondamentale il ruolo dei cittadini, degli abitanti di un luogo, della cosiddetta “società civile”: “L’istanza locale può fare la differenza. È lì infatti che possono nascere una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti.” (LS, 179)
Questo impegno in prima persona, spesso vissuto in modo totale e radicale, ha fatto si che il movimento No Tav valsusino venisse bollato di eccessiva radicalità, di ingiustificato appello alla resistenza, di estremismo.
Ma Papa Francesco non è meno tranchant, nel momento in cui non solo giustifica l’uso di legittimi strumenti di pressione, ma specifica che in certi contesti le vie di mezzo non sono altro che un modo di rallentare il disastro.
E infatti scrive: “E’ lodevole l’impegno di organizzazioni della società civile che sensibilizzano le popolazioni e cooperano in modo critico, anche utilizzando legittimi meccanismi di pressione, affinché ogni governo adempia il proprio e non delegabile dovere di preservare l’ambiente e le risorse naturali del proprio Paese, senza vendersi a ambigui interessi locali o internazionali.” (LS, 38)
Infatti: “Senza la pressione della popolazione … ci saranno sempre resistenze ad intervenire.” (LS, 181)
E poiché: “La cultura ecologica … dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico.” (LS, 111), si deve prendere atto che: “Non basta conciliare in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso. “ (LS, 194)
La risposta all’ appello valsusino del novembre scorso non poteva essere più chiara.

E la conclusione dell’Enciclica non poteva essere più adeguata al determinato, pacifico e gioioso cammino di questo nostro quarto di secolo:  
“CAMMINIAMO CANTANDO!

Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta con ci tolgano la gioia della speranza.” (LS, 244.)
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