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domenica 24 settembre 2023

Presentazione del libro "Prendiamoci cura della Casa Comune" a Vicenza- 7 settembre 2023

27 settembre 2023, mercoledì - ore 20,30 a VICENZA 
presso il centro parrocchiale di S.Pio X  - via Giurato 1, 

presentazione del libro 
PRENDIAMOCI CURA DELLA CASA COMUNE 
a cura del
gruppo CATTOLICI PER LA VITA DELLA VALLE
saranno presenti gli autori
A
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27 settembre presentazione libro Val di Susa “Prendiamoci cura della casa comune”
e il 30 corteo in difesa ambiente e salute

 

In Val di Susa – ci scrive il Gruppo Tav Perchè Vicenza est – troviamo una comunità locale attiva e unita nella difesa orgogliosa del proprio territorio e della propria salute. Ci sono punti di vista e sensibilità diverse, ma un obiettivo comune e condiviso: la tutela del territorio e della vita nella valle. Tra i vari gruppi valsusini c’è chi ha cercato di capire quale sia il senso della grande opera TAV, la Torino-Lione, per la valle e le modalità di portare avanti i rapporti con gli abitanti, alla luce della “Laudato si’” di papa Francesco, enciclica sulla custodia del creato ed ecologia integrale.

Tale gruppo di cittadini, i Cattolici per la vita della Valle, è riuscito a creare un dibattito, inedito e illuminante, sui temi quali ecologia, salute, economia e politica e che poi ha sintetizzato in un libro “Prendiamoci cura della casa comune”.

Quest’esercizio, inoltre, ha permesso di avere spazi di confronto e di dibattito tra coloro che si sentono interpellati su ciò che gli sta succedendo attorno e decidono di farsene carico.

La stessa sorte sta per toccare ai cittadini e cittadine di Vicenza: essere investiti da una grande opera dal pesantissimo impatto ambientale e dal costo allucinante, il più alto per chilometro costruito di ferrovia in Europa, la cui utilità è quantomeno assai dubbia.

Se questa è la situazione, ci si chiede:

Quali spazi di dibattito e confronto ci sono in città? Dietro le proteste in città, da parte di chi è preoccupato per la salute, l’ambiente e il paesaggio, ci sono ragioni fondate? Dobbiamo tutti essere preoccupati, perché i cantieri interessano tutta la città, o solo quelli  che abitano lungo la ferrovia? Il mondo cattolico si sente di aver qualcosa da dire? Ha senso cercare di dare concretezza al messaggio dell’enciclica “Laudato sì” oggi a Vicenza di fronte all’avvicinarsi dei cantieri TAV ?

La Laudato sì di Papa Francesco ci avvisa “Lo stato di degrado della nostra casa comune merita la stessa attenzione di altre sfide globali quali le gravi crisi sanitarie e i conflitti bellici. Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana” L’appello ad essere custodi del creato forse vale per tutti, cittadini e cittadine di ogni sentire e di ogni religione, di ogni credo e non-credo, per il solo fatto di essere umani, il grido della Terra dovrebbe interpellare tutti perché il nostro pianeta è la Casa di tutti.

Quindi l’invito è a partecipare alla serata di mercoledì 27 settembre alle ore 20:30 presso il Centro Parrocchiale di San Pio X a Vicenza all’incontro con a tema il libro “Prendiamoci cura della casa comune”, che verrà presentato dagli stessi autori.

Dall’ascolto dell’esperienza di un’altra comunità può nascere il desiderio e l’urgenza di allargare il confronto sull’opera TAV a Vicenza, argomento ad oggi reso vivo solo da pochi attivisti ambientali? L’invito è a non girarci dall’altra parte e ad esercitare il nostro diritto-dovere di cittadinanza attiva, anche partecipando alla manifestazione del 30 settembre in difesa dell’ambiente e della salute. A Vicenza est si partirà alle ore 16:00 da Piazzetta Fabiani.

Gruppo Tav Perchè Vicenza est

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VICENZA SABATO 30 SETTEMBRE 2023

Per una moratoria immediata del progetto TAV

Per un’opzione zero che tuteli l’ambiente e la salute

Siamo cittadine e cittadini di Vicenza preoccupati delle conseguenze che il progetto TAV (treno ad alta velocità) avrebbe sul nostro territorio e sulla nostra salute.

Vicenza è una città malata. Per l’inquinamento dell’aria è tra le peggiori realtà italiane (362esima su 375 secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente), con conseguente elevata incidenza di malattie cardiovascolari e respiratorie che colpiscono anche i bambini, come testimoniato dall’alto numero di ricoveri in pediatria a causa di bronchioliti.

All’inquinamento dell’aria si aggiunge quello dell’acqua: più di 300 mila persone sono avvelenate dai PFAS rilasciati nell’ambiente, per decenni, dall’azienda Miteni, che ha contaminato la seconda falda più grande d’Europa.

A ciò si aggiunge una sfrenata cementificazione che impermeabilizza il suolo e distrugge il territorio agricolo e boschivo.

Come dichiarato dai medici dell’ISDE (Associazione Medici per l’ambiente) in questa situazione già drammatica il progetto TAV, se attuato, sarebbe la “tempesta perfetta”: un “uragano” di inquinamento, traffico, rumore che impatterebbe sulla città rendendola invivibile per decenni.

La costruzione del TAV richiederà, inoltre, enormi quantità di acqua per il lavaggio dei cantieri e per il confezionamento del cemento, in un periodo di grave siccità oltre che comportare un rischio di ulteriore diffusione dei PFAS. Come dimostrato dalla Comunità scientifica, i PFAS “viaggiano nell’aria” e quindi verranno respirati da noi tutti.

Crediamo sia necessario mobilitarsi per mettere in discussione un progetto, per ora ancora solo sulla carta, insostenibile per il suo impatto sulla salute e sull’ambiente.

Crediamo che l’unica soluzione ragionevole per la città di Vicenza sia l’opzione zero, che significa considerare l’intera città come un ambito di stazione applicando sui binari esistenti sistemi tecnologici di controllo del traffico (ERTMS) per aumentarne la capacità di trasporto. Si tratta di una soluzione possibile, largamente utilizzata da Ferrovie Italiane, senza demolire, scavare, cementificare e inquinare.

SE UN PROGETTO FA MALE AL TERRITORIO E ALLE PERSONE CHE CI VIVONO LO SI DEVECANCELLARE E TROVARE UN’ALTRA SOLUZIONE!!!!

Vogliamo dirlo per le strade della città con determinazione.

Per questo facciamo appello a comitati, associazioni e singoli cittadini per costruire insieme una grande manifestazione sabato 30 settembre.

Immaginiamo una manifestazione colorata e determinata che parta contemporaneamente da Vicenza Est e Vicenza Ovest per ribadire che la città è unita nella difesa dell’ambiente e della salute per noi tutti e per le future generazioni.

PROMUOVONO:

·         Associazione Caracol Olol Jackson

·         Gruppo Tav Perchè Vicenza est

·         Comitato RispettiAMO Vicenza – Stanga

·         Comitato dei Ferrovieri

·         Centro Sociale Bocciodromo Vicenza

ADESIONI: gruppi, associazioni, comitati e singoli cittadine/i sono invitati a dare la propria adesione scrivendo a: tavpercheviest@gmail.com

ADESIONI ALL’APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE

·         ISDE Medici per l’ambiente sez. Vicenza

·         Comitato Contro gli Abusi Edilizi

·         Pax Christi

·         Comunità Laudato sì – Casa dei Sentieri e dell’Ecologia Integrale di Isola Vicentina

·         PFAS.land

·         Italia Nostra

·         CiLLSA

·         Comunità Vicentina per l’Agroecologia

·         CUB Confederazione unitaria di base

·         ADL Cobas

·         Piano Infinito coop. Sociale

 

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Una manifestazione a Vicenza sabato 30 settembre contro il progetto Tav e “per la difesa dell’ambiente e della salute”: a lanciarla un gruppo di comitati e associazioni uniti nel chiedere una moratoria al progetto di attraversamento della città da parte della ferrovia ad Alta velocità – i cui contorni avevamo riassunto qui – che prevede almeno 9 anni di cantieri in pieno ambito urbano, abbattimenti, espropri e nuove opere stradali come cavalcaferrovia e sottopassi.

L’opzione zero: Vicenza ambito di stazioneI rischi per la salute e per il paesaggioLe accuse alla politica

Per lanciarla hanno scelto un luogo simbolico: il parco di campo marzo, di fronte alla stazione, dove in questi giorni è allestito il tradizionale luna park per la festa patronale dell’8 settembre. «Quest’anno le giostre, l’anno prossimo le ruspe?» lo striscione esposto durante la conferenza stampa. La manifestazione (“Cut – Cittadini uniti Tav Vicenza, che sta anche per cut inteso come tagliare e suona come cat, gatto simbolo di Vicenza da tutelare)  è convocata da Gruppo Tav Perché Vicenza Est, Comitato dei Ferrovieri, Comitato RispettiAMO Vicenza – Stanga, Associazione Caracol Olol Jackson, Centro Sociale Bocciodromo, (ma si stanno raccogliendo nuove adesioni di gruppi e singoli alla mail tavpercheviest@gmail.com) per le ore 16 del 30 settembre e sarà formata da due cortei, uno con partenza dalla zona est della città e uno dalla parte occidentale, che dovrebbero confluire nell’area di Borgo Berga.

L’opzione zero: Vicenza ambito di stazione

«Mi occupo professionalmente di gestione di progetti e sono abituato a valutarne le criticità e le possibili alternative – afferma Daniele Mantiero per il neonato comitato del quartiere Ferrovieri, il più colpito dal primo lotto dell’attraversamento della città, l’unico di cui esiste un progetto definitivo –. Questo progetto per noi non ha nessun senso, è vecchio di 30 anni e quando sarà completato ne avrà accumulati 45, e comporta danni oggettivi per la salute, l’ambiente, il traffico e produce ulteriore cementificazione del territorio. Questi progetti normalmente non rispettano i costi né i tempi. Se i soldi in qualche modo si trovano, basta toglierli alle infrastrutture ferroviarie del Sud per esempio, i tempi restano un’incognita. Cerchiamo di promuovere alternative tecnologiche che permettano di garantire il passaggio di treni ad alta velocità e capacità senza rendere tutta la città un enorme cantiere».

Ma che cos’è la «soluzione tecnologica» prospettata dai promotori della manifestazione? «Crediamo che l’unica soluzione ragionevole per la città di Vicenza – si legge nell’appello diffuso oggi – sia l’opzione zero, che significa considerare l’intera città come un ambito di stazione, applicando sui binari esistenti sistemi tecnologici di controllo del traffico (ERTMS) per aumentarne la capacità di trasporto. Si tratta di una soluzione possibile, largamente utilizzata da Ferrovie dello Stato Italiane, senza demolire, scavare, cementificare e inquinare».

I rischi per la salute e per il paesaggio

Francesco Bertola, medico dell’Isde – Associazione Medici per l’Ambiente di Vicenza, sottolinea le conseguenze per la salute pubblica: «Siamo molto preocupato perché il cantiere sarà molto grande e alzerà molta polvere e pulviscolo – dice Bertola –. Vicenza già sfora i tetti di legge per le polveri sottili nell’aria e la stessa RFI dice che aumenteranno. Se useranno l’acqua per portare a terra le polveri cadremo dalla padella alla brace perché l’acqua del sottosuolo è inquinata da Pfas, che verranno vaporizzati e diffusi nell’aria». Il medico suggerisce di ripensare il progetto effettuando una valutazione di impatto sanitario, per esempio seguendo il protocollo Envision, un sistema di rating che misura l’impatto delle grandi infrastrutture.

Da parte sua Romana Caoduro, presidente dell’associazione Civiltà del verde, mette l’accento su «un progetto che dimentica che Vicenza è un sito Unesco. Proteggere questo sito non vuole dire non fare nulla, ma mantenere in equilibrio tra sostenibilità, conservazione e progresso. Già nel 2017 una missione Unesco affermò che alcune opere mettevano in pericolo l’integrità del sito, che non è fatto solo di palazzi, ma di monumenti inseriti in un contesto. Se intacchiamo questo contesto, colpiamo il nostro patrimonio. Avremo barriere alte 9 metri attorno ai binari, che deturperanno il paesaggio, e come sarà risolto il nodo di viale Risorgimento? Chiediamo agli enti culturali della città e del mondo intero di unirsi a noi».

Le accuse alla politica

Infine Angela Rotella del Gruppo Tav Perché Vicenza Est chiede conto alla politica locale. «Se un’opera fa male bisogna fermarla e pretendere che la politica cambi questo progetto – sostiene –. A chi sembra che l’interesse della città non lo abbia fatto né l’amministrazione di Achille Variati che questo progetto ha voluto, né quella di Francesco Rucco che è stato in silenzio per cinque anni, e neanche l’amministrazione Possamai, che non ha portato a casa la modifica e soprattutto quello che serviva alla città, la moratoria per riparlare del progetto. Chiediamo a tutti i cittadini indipendentemente dal voto che hanno dato alle ultime elezioni amministrative, di unirsi per difendere la città».

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lunedì 6 febbraio 2023

Articoli e video della presentazione del libro "Prendiamoci cura della casa comune"

Articoli e video della presentazione 

di sabato, 28 gennaio 2023, a Bussoleno,

del libro

PRENDIAMOCI CURA DELLA CASA COMUNE

del Gruppo Cattolici per la Vita della Valle

edizione EMI

in collaborazione con il Valsusa Liberfest


erano presenti, 

intervistati da Giorgio Brezzo, giornalista del La Valsusa: 
Paolo Lambruschi, giornalista di Avvenire
Beppe Rovera, già giornalista Rai (Ambiente Italia),

 

e abbiamo ascoltato gli interventi video di: 

Marco Dotti, direttore editoriale EMI, 
Antonio Caschetto, coordinatore dei circoli Laudato si', 
Alex Zanotelli, missionario comboniano, fondatore
di diversi movimenti italiani per la pace e la giustizia solidale




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qui sotto la ripresa della serata fatta e montata da kotapa Notav



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Articolo pubblicato su Avvenire del 31 gennaio 2023 
con firma di Paolo Lambruschi




Articolo pubblicato su La Valsusa del 02 febbraio 2023 
con firma di Giorgio Brezzo




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Articolo pubblicato su AdistaSegni Nuovi n.5 
del 12 febbraio2023 
con firma di Gabriella Tittonel




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Articolo pubblicato su Pressenza
del 15 febbraio 2023 
con firma di Daniela Bezzi (link)

 




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Foto della serata (28 gennaio 2023)





















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venerdì 22 maggio 2020

lettera al "La Valsusa" per LA SETTIMANA LAUDATO SI'

LA LETTERA DEL GRUPPO CATTOLICI PER LA VITA DELLA VALLE 





Lettera indirizzata al direttore del settimanale diocesano "La Valsusa", don Ettore De Faveri, 
dal Gruppo Cattolici per la Vita della Valle


Caro don Ettore,
la lettera enciclica Laudato Si' porta la data del giorno di Pentecoste 24 maggio 2015.
In occasione del suo quinto anniversario, il “Movimento cattolico mondiale per il clima” (GCCM https://catholicclimatemovement.global/ ), che rappresenta una rete globale di più di 900 organizzazioni cattoliche, spaziando dagli ordini religiosi locali, a parrocchie, a leaders di base, propone di celebrare, dal 16 al 24 maggio, la settimana Laudato Si' 2020.  I cattolici di tutte le parti del mondo sono invitati ad un momento straordinario in cui unirsi per pregare per e con il creato, e riflettere sul come prepararsi insieme per un futuro migliore.
Il Movimento GCCM è presente nei cinque continenti e distribuito su 73 Paesi, in Italia è attivo dal 2019. Dal suo sito leggiamo che l'elemento più importante finora emerso dalle esperienze delle varie realtà, è l’impegno che ognuno si assume nel suo ruolo di cristiano attivo nella società. 

Alcuni membri del gruppo Cattolici per la vita della valle, dell'Azione Cattolica diocesana, dell'Unità pastorale di Bussoleno e una rappresentanza delle suore Giuseppine di Susa, stanno partecipando al corso on line di formatori Laudato Si' organizzato dal GCCM.
Seguendo il metodo latinoamericano del “vedere - giudicare - agire” il corso è stato strutturato su quattro filoni tematici ispirati alla Laudato Si': Capire la crisi climatica; Basi teologiche per discernere i segni dei tempi; La conversione ecologica a livello personale;  La conversione ecologica a livello comunitario.
Nel corso delle lezioni è stato posto l'accento sulla dimensione spirituale (importanza della lode e della contemplazione, tutti noi battezzati siamo sacerdoti), su quella personale (stile di vita), e su quella pubblica (mobilitazioni e richiesta di nuove politiche audaci). 
La Laudato Si' ci chiama a non essere impassibili ma ad essere protagonisti di un cambiamento che diventa una conversione ecologica attraverso la quale prendersi cura del pianeta e delle persone. Il nostro operare è da ritenersi a tutti gli effetti una vocazione.
Papa Francesco ha affrontato l'ecologia a partire dalla realtà sociale del mondo, dall'ingiustizia di un sistema economico escludente nei confronti dei poveri.
E' stato chiesto a ciascun partecipante di pensare alla “sua” Amazzonia declinata sia come luogo del cuore (dove si “vede“ la lode del creato), sia come luogo di sofferenza (dove si “vede” il grido della terra e il grido dei poveri). 

Inevitabilmente abbiamo rivissuto le origini della nascita del nostro gruppo Cattolici per la vita della valle, sorto quando iniziammo a captare la voce che preannunciava l'arrivo della mano violenta dello Stato sulle montagne a noi care.
La nostra Amazzonia non può che essere la Val Clarea, sede di un cantiere che sappiamo diventerà metastasi.
In questo periodo nel quale tutti noi cresciamo in  maturità attraverso la crisi provocata da un virus, i politici sostenuti da miopi industriali incollati ad un'epoca passata, insistono, nella più volgare supponenza, per “l'economia ambientalmente perniciosa” (L.Mercalli).
In Val Clarea dal 2011 sono stati abbattuti circa 5.300 alberi, tra cui un centinaio di castagni bicentenari, non conosciamo il volume d'acqua drenata dal cunicolo, ma il cantiere si espanderà e aumenteranno, implacabili, le trivellazioni.
Sentiamo il grido della terra devastata, percossa, perforata. Sentiamo il grido dei poveri che rimbomba pesante attraverso coloro che chiedono lavoro ed esitano ad ammettere come nociva l'impresa.
“Il  lavoro è una necessità e parte del senso della vita su questa terra” (Laudato Si' 128). Alcuni, anche all'interno della Chiesa, giustificano il TAV perchè riteng
ono possa fare da volano alla ripresa economica. Questa convinzione è un grave errore e un'impostura nei confronti dei lavoratori del cantiere.
La cultura ambientale, se venisse ascoltata, suggerirebbe interessanti opportunità di lavoro alternative al TAV: urgono molti lavori utili e necessari nel settore edile, dalla manutenzione delle infrastrutture pubbliche (ponti e scuole che crollano!), al consolidamento del territorio (frane e dissesto idrogeologico!), alla riqualificazione energetica e sismica degli edifici pubblici e privati... 

Per la prossima estate si prevede un record di presenze in montagna. Dopo la lunga quarantena c'è voglia di purificarsi e bisogno di respirare aria sana. Forse la montagna verrà vista con occhi diversi, si verrà estasiati dal paesaggio, qualcuno potrà sperimentare l'intimo legame che ci lega alla terra e, nell'inconscio, scoprire la parola chiave dell'antropologia contemporanea: interconnessione. Tutto il mondo è intimamente in relazione... il nostro respiro si scambia con il respiro degli alberi...il corpo umano è formato degli stessi atomi delle stelle. Si potrà comprendere la natura come “meraviglia, commozione, sgomento” (D. Demetrio). Forse si verrà affascinati dall'enigma dell'esistere, si percepirà l'impulso spirituale presente nell'intera vita cosmica, si rimarrà ammaliati dalla bellezza...                              

Al convegno che organizzammo ad Assisi “Ama la terra come te stesso”, un relatore chiese: “Perchè non introdurre anche la bellezza quale parametro dell'analisi Costi-Benefici in un'opera come il TAV?”
Nel Cantico delle Creature di San Francesco, il sole, la luna, le stelle, le nuvole, l'acqua, il fuoco, anche la morte...tutti sono fratelli e sorelle, la Terra no, essa è “sora nostra matre terra”. La Terra ci ha generato e ci nutre, noi siamo humus-terra, prendiamoci cura della madre terra!
Domenica 24 maggio, giorno di Pentecoste, papa Francesco andrà nella Terra dei Fuochi, luogo emblematico di tante vittime innocenti di una economia fondata sulla crescita smisurata e indifferente all'ambiente e alla giustizia sociale. Ascolteremo con attenzione le sollecitazioni che ci vorrà consegnare e ci uniremo insieme per la giornata mondiale di preghiera.

Cordiali saluti
Gruppo cattolici per la vita della valle

P.S: Ringraziamo La Valsusa per la specificazione “a cura di Telt”, che titola la pagina  mensile venduta alla società promotrice del TAV Torino-Lione.



  

lunedì 8 aprile 2019

“Ama la Terra come Te stesso” - Assisi, 6 e 7 aprile 2019


QUA i VIDEO e la DOCUMENTAZIONE del CONVEGNO


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Comunicato Stampa
Sabato 6 e Domenica 7 aprile 2019
Palazzo comunale della Città di Assisi
Sala della Conciliazione

edizione straordinaria progetto culturale

IL GRANDE CORTILE 
INCONTRO DI STUDIO, APPROFONDIMENTO
E CONDIVISIONE 
sul tema

“Ama la Terra come Te stesso”

Organizzano: 
Cattolici per la Vita della Valle,
Presidio Europa
Controsservatorio Valsusa del Movimento No Tav

la città di Assisi ne accorda il Patrocinio. 

www.presidioeuropa.net/blog/?p=19488 
http://cattoliciperlavitadellavalle.blogspot.com/

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L’incontro, che si presenterà nella forma del convegno aperto, intende avvicinare in modo costruttivo, cercando convergenze e possibili azioni comuni, la cultura laica e quella religiosa sulla sempre più pressante esigenza di salvaguardia del Pianeta e degli esseri viventi che lo abitano.


I relatori saranno chiamati a confrontarsi, tra loro e con il pubblico presente ai lavori, sulle più opportune azioni di contrasto ai cambiamenti climatici, sulla capacità dei Governi di avviarsi concretamente in questa direzione, sul peso che le regole dell’economia hanno su questa deriva ambientale, sugli effetti positivi che una nuova giustizia economica potrebbe portare all’ambiente, sul come l’Essere Umano con la sua cultura razionale e con la sua spiritualità possa intervenire su scelte che cadono su di esso sempre dall’alto, sulle correlazioni tra l’esigenza di pace e reciprocità tra Popoli e rispetto verso la Terra, intesa come parte del Creato.


Messaggio ispiratore di ogni intervento sarà l’enciclica “LAUDATO SI’” di Papa Francesco, attraverso la quale diverse scuole di pensiero potranno mettere a fuoco convergenze e distanze ancora da colmare.


Il Movimento No Tav, attraverso le sue aree di lavoro specifiche che hanno data corso a questa iniziativa, si identifica come portatore di queste tematiche sin dalle proprie origini.
La storica opposizione ad una linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione ha visto coagulare tra loro esigenze fondamentali quali la tutela ambientale sul territorio, la legittima voce delle comunità coinvolte, la dignità e rispetto delle persone, calpestate con pesanti restrizioni di prerogative costituzionali, il rifiuto di modelli di sviluppo devastanti, la negazione dell’utilità di grandi opere infrastrutturali quando più fini a se stesse che a obiettivi di pubblica utilità, il rifiuto di politiche che in una perdurante stagnazione economica continuano a proporre modelli di crescita infinita, tanto improbabili quanto tangibilmente inefficaci.


Il NO alla più inutile, costosa ed obsoleta delle grandi opere è stato strumento per aprire gli occhi e guardare oltre, strumento che dalla Valle di Susa, ormai da decenni, si è condiviso ovunque, con movimenti di cittadini in Italia e in Europa.


L’orizzonte di osservazione che l’enciclica ha perfettamente individuato e trasmesso a milioni di persone è risultato in piena sintonia con la coraggiosa replica che sin dal 2006 il Movimento No Tav dovette opporre alla sprezzante definizione “nimby”, acronimo inglese di “Non nel mio cortile”.


La Valle di Susa si proclamò in diritto di difendere questo cortile-giardino-casa comune, rivendicandone un’ampiezza che riguardava tutti.
Non nel Nostro cortile perché è così grande che appartiene a tutti
ed è dovere di tutti custodirlo.


L’evento rappresenta una tappa del ciclo culturale di incontri denominato "Grande Cortile" ed è promosso dai gruppi: Cattolici per la vita della Valle, Presidio Europa e Controsservatorio Valsusa del Movimento No Tav; la città di Assisi ne accorda il Patrocinio.
















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articolo sul settimanale diocesano di Susa,  "La Valsusa" del 28 marzo 2019



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articolo sul giornale della Valle di Susa,  "Luna nuova" del 9 aprile 2019




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articolo sul "La Valsusa", settimanale diocesano di Susa dell'11 aprile 2019 (terza pagina)