A Monsieur
Hubert du Mesnil
Presidente
T.E.L.T. sas
Savoie
Technolac – Bâtiment “Homère”
13 allée du Lac de
Constance BP 281
73375 Le Bourget du Lac cedex
segreteria@telt-sas.com
p.c. Mons.
Cesare Nosiglia
Arcivescovo
metropolita di Torino
Amministratore
apostolico diocesi di Susa
segr.arcivescovo@diocesi.torino.it
Valle
di Susa (provincia Torino) 05 dicembre 2020
Gentile
sig. Hubert du Mesnil,
scriviamo
una lettera
aperta
a Lei per il ruolo che ricopre all'interno della società TELT
(Presidente) e per quello che ha ricoperto, fino a pochi mesi fa,
all'interno del
prestigioso Collège
des Bernardins di Parigi (Direttore).
Siamo
rimasti colpiti da alcuni passaggi della riflessione sulla
“Bienheureuse humilité” (Beata umiltà) che Lei ha redatto per
il Magazine
du Collège*
lo scorso luglio.
In
particolare Lei scrive: “Cette
période de crise que nous avons traversée a été une école
d’humilité... Nos certitudes, nos prévisions, nos projets… tout
a été remis en cause. Ce que personne n’arrivait à faire ou
n’osait imaginer a été obtenu par une mystérieuse contagion qui
a pris possession de la planète.”
E'
vero, il mondo si trova a dover fare i conti con una nuova pandemia
di vaste proporzioni che noi, del mondo industrializzato occidentale
e orientale, non immaginavamo. Ci sentivamo al riparo da certe
sciagure convinti com'eravamo dei notevoli traguardi raggiunti in
campo medico e tecnologico. Nessuno “osava
immaginare”.
Pensiamo
tuttavia, che forse sarebbe più scrupoloso dire che si aveva paura
ad immaginare, oppure che proprio non si voleva immaginare.
Non
mancavano infatti autorevoli avvertimenti: l’Unep (United Nations
Environment Programme) nel rapporto “Frontiers 2016” avvertiva
che le zoonosi «sono in aumento, mentre le attività antropiche
continuano a innescare distruzioni inedite degli habitat selvatici
(...) e minacciano lo sviluppo economico, il benessere animale e
umano e l’integrità degli ecosistemi ».
Vi
è una connessione tra epidemia e attività antropiche. Molti
studiosi ritengono che la pandemia di coronavirus è nata dallo
stress che l’Antropocene ha inflitto agli ecosistemi planetari e
identificano nel “The Great Acceleration” le condizioni
ambientali che hanno contribuito alla trasformazione delle infezioni:
sovrappopolamento urbano nelle metropoli, deforestazione, grande
intensificazione degli allevamenti intensivi, modifica dell’uso del
suolo, ecc...
In
poche parole si potrebbe riassumere che noi, esseri umani, con le
nostre decisioni siamo diventati, nell'evoluzione della vita sulla
Terra, la più implacabile macchina di distruzione del pianeta.
Ecco
la questione che desideriamo metterLe in evidenza, fiduciosi di un
suo riscontro in merito.
Se
identifichiamo l'umiltà come virtù per la quale l'uomo riconosce i
propri limiti, rifuggendo da ogni forma di orgoglio, superbia,
sopraffazione, anche noi, come Lei, riteniamo che il futuro “est
à repenser” e, con Papa Francesco, che questo futuro passa
attraverso la conversione. La Laudato Si' [n°66] richiama al
ripristino della relazione dell'uomo con la terra.
L'essere
inclini alla presunzione di assumere il controllo sulla natura denota
un atteggiamento tutt'altro che umile.
Umiltà
può dunque voler dire ascoltare il “grido della Terra” e
abbandonare gli stili di vita che sono all'origine del “misterioso
contagio” che, a questo punto,
non è più tanto misterioso.
Anche
noi, come Lei, siamo dei cristiani che si occupano del progetto TAV
Torino-Lione: se ci accomuna l'appartenenza alla Chiesa Cattolica, ci
differenzia però l'assenso ad assecondare la realizzazione di tale
opera.
Lei dice che “tutto
è stato messo in discussione”.
Non ci risulta, il progetto TAV Torino – Lione non è stato messo
in discussione e in questo ultimo periodo sgomita freneticamente per
volersi riposizionare nel “consorzio green”.
Eppure ci sono molti
elementi che lo rendono causa, piuttosto che rimedio, alla grave
situazione ambientale appena descritta. Le emissioni di CO2 che
prevedete ci saranno in fase di cantiere non rispondono alla legge
sul clima del 7 ottobre scorso del Parlamento Europeo che fissa
l’obiettivo di ridurle del 60% entro il 2030.
Il
15 marzo dello scorso anno 2019, Lei esaltava in RAI Radio 1 “la
magnificenza del cantiere di Chiomonte”.
Alla luce dell'insegnamento ricevuto dalla pandemia ci aspettiamo un
ripensamento circa la volontà di proseguire su un binario che non
conduce al benessere dell'umanità.
La salutiamo
cordialmente
Gruppo
cattolici per la vita della valle
Paolo
Anselmo (Bruzolo), Laura Favro Bertrando (Sant'Antonino), Rosanna
Bonaudo (Caprie), Elisa Borgesa (Chiusa San Michele), Eugenio Cantore
(Sant'Ambrogio), Maria Grazia Cabigiosu, Donatella Giunti, Mira Mondo
(Condove), Roberto Perdoncin (Susa), Giorgio Perino (Bussoleno),
Gabriella Tittonel (Villar Dora)
*L'articolo
cui facciamo riferimento è leggibile sul sito:
https://www.collegedesbernardins.fr/content/bienheureuse-humilite