Lettera
al direttore
Dal 23 giugno scorso Nicoletta
Dosio ha disubbidito, sempre dichiarandolo pubblicamente, prima
all'obbligo di firma giornaliera e poi a quello di dimora a
Bussoleno.
Lei
dice che la sua casa non può essere una prigione e da qualche
settimana l'ha lasciata. Siamo convinti che sia una scelta
consapevole e meditata.
Il
28 settembre scrive: “Aspettiamo
con animo sereno: né sentenza di tribunale né sbarre di prigione
potranno sopprimere la verità semplice e forte di questa nostra
lotta”.
Il
12 ottobre scrive: “Qui,
sotto il gazebo, ci si attrezza per il freddo, in previsione di una
resistenza che si allunga, ma che non ci spaventa né ci coglierà
impreparati”.
Ci
sentiamo interrogati dall'azione che Nicoletta sta compiendo e le
siamo grati; non solo, le vogliamo dire la nostra vicinanza. Stiamo
assistendo ad un gesto che ci costringe a riflettere. E' un gesto
inedito nella lunga storia del movimento No Tav, un gesto che scuote
le coscienze, che trasmette un insegnamento
di giustizia e libertà, attraverso la disobbedienza civile.
Nicoletta cita Henry David
Thoreau e accetta la prospettiva del carcere che diventa “il
posto giusto per l'uomo giusto in un paese ingiusto”
(24 settembre).
La
disobbedienza civile è fondata sul presupposto, spesso
misconosciuto, che l'obbedienza alla legge impegna la responsabilità
del cittadino e che, di conseguenza, chi
si sottomette ad una legge ingiusta si assume una parte di
responsabilità di quella ingiustizia. Se
la democrazia è conflitto, la disobbedienza civile è garanzia di
democrazia.
Vogliamo
qui ricordare un noto episodio del Vangelo: l'incontro di Gesù con
le sorelle Marta e Maria. Marta è la padrona di casa, indaffarata
nelle faccende domestiche, Maria invece è in atteggiamento di
ascolto del maestro. Marta non sopporta che la sorella abbia
trasgredito le regole, le norme che la tradizione e la morale hanno
assegnato alle donne, cioè che Maria faccia il ruolo di un uomo, di
un discepolo, e chiede a Gesù di ricacciarla nel ruolo in cui da
sempre la tradizione ha posto le donne.
Ma
Gesù, anziché rimproverare Maria, rimprovera la sorella.
“Tu
ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è
bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”.
(Lc
10,38-42)
Gesù
dice che Maria ha scelto una parte che non può esserle tolta (può
essere tolta ad una persona anche la vita) perché ha scelto la
libertà, attraverso la trasgressione delle regole e delle norme di
comportamento. Un conto è quando la libertà viene concessa – ed
essendo concessa può anche essere ritirata – un conto è quando la
libertà è frutto di una conquista personale. Quando uno conquista
questa libertà nessuno gliela può togliere. Quella di Gesù non è
una preferenza per una vita contemplativa a scapito di quella attiva,
ma è un invito a fare la scelta della libertà.
Siamo
persuasi che Nicoletta
non ha scelto di vivere nell'incertezza e nella sofferenza fine a se
stessa: lei ha scelto la libertà che neanche il carcere le può
togliere.
In
questo periodo Nicoletta sta effettivamente esercitando, con coraggio
e serenità, il suo potere di cittadina libera e responsabile, e noi
la sosteniamo e le diciamo
così
il
nostro affetto.
Gruppo
Cattolici per la Vita della Valle, 27 ottobre 2016
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NICOLETTA
Oggi Nicoletta Dosio ha deciso di andare al
tribunale di Torino per seguire l'udienza d'appello del maxiprocesso con
questa motivazioni lette pubblicamente:
"Quanto tempo è passato da quando i Padri costituenti, ancora animati
dal vento di Liberazione che spazzò via il nazifascismo e accese nuove,
ahimè disattese speranze, dichiaravano che «La resistenza, individuale e
collettiva, agli atti dei pubblici poteri che violino le libertà
fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è
diritto e dovere di ogni cittadino».
Quei diritti, quei doveri,
per noi, per me, non sono un semplice slogan, ma ispirazione di vita e
di azione. Dalla prima misura cautelare inflittami, l'obbligo di firma,
sono passati ormai quattro mesi. Ora, attraverso i successivi
aggravamenti, sono giunta agli arresti domiciliari, che non sto
rispettando. Continuo la mia consapevole, condivisa, felice evasione
contro provvedimenti preventivi che sono più che mai strumento di
intimidazione, tentativo di minare una lotta giusta e collettiva, per
questo irriducibile.
Evidentemente, il mio gesto di ribellione,
che sono determinata a portare avanti fino in fondo, ha rotto lo schema
di repressione che umilia le persone e le rende subalterne alle
decisioni vendicative dei tribunali. La palese difficoltà del tribunale
di Torino ad applicare quella che chiamano “l'obbligatorietà dell'azione
penale” di fronte al mio pubblico e rivendicato “reato” di evasione è
il maggior riconoscimento della forza di popolo che mi sostiene e
insieme un messaggio attivo di fiducia e incoraggiamento per quanti
subiscono arbitrii giudiziari che sembrano incontrastabili.
Un'evasione che vuole essere nuova tappa della lunga resistenza
collettiva praticata dal movimento NO TAV contro i grandi, sporchi
interessi del partito trasversale degli affari. In questo mondo dove il
dominio dei più forti sui più deboli si fa guerra, razzismo,
sfruttamento, devastazione sociale e ambientale, gravissima emergenza
democratica contro chi non si adegua, si aprono tribunali e carceri.
Oggi, nel vostro Palazzo, per l'ennesima volta, si processano, insieme
ai cinquantatre compagni imputati, la Libera Repubblica della Maddalena e
tutto il popolo NO TAV. Anch'io sono parte di questo popolo, perciò
sono qui, a testimoniare, come ho sempre fatto, complicità a compagne e
compagni
Ho vissuto le giornate intense della Libera Repubblica,
in cui si rafforzarono le radici della liberazione di Venaus e
sperimentammo l'utopia realizzabile del ricevere da ognuno secondo le
sue possibilità e del dare ad ognuno secondo i suoi bisogni.
Ero
sulla barricata Stalingrado il 27 giugno 2011, a praticare la
resistenza popolare contro gli armati e le ruspe giunte a sgomberarci.
Ho visto e subìto la violenza poliziesca. Ho percorso i sentieri della
Clarea il 3 luglio. Ho praticato l'assedio collettivo al cantiere; con
donne, uomini, anziani e bambini ho respirato le migliaia di lacrimogeni
lanciati quel giorno. Il ricordo e l'indignazione per tanta ingiustizia
sono, insieme alle ragioni della opposizione comune contro le grandi
male opere e il modello di vita e di sviluppo che le genera, alimento
potente di una lotta che dura, si rafforza, si allarga e vincerà.
Non sono qui per costituirmi o per fiducia nella vostra giustizia: sarà la storia che ci assolverà."
Torino, 3 novembre 2013 Nicoletta Dosio ore 9,17
Dopo la lettura Nico è entrata nel tribunale ma lo schieramento di
sbirri in tenuta antisommossa ha impedito agli altri NO TAV di entrare
con Lei.
Ci risulta che prelevata dalla digos sia stata portata in
questura dove, sembra, si trovi tutt'ora.
Torino, 3 novembre 2013 Nicoletta Dosio ore 15,38
Nico
è stata arrestata per evasione e riportata a casa - dopo tre ore in
questura - ai... domiciliari.
La lotta continua, Nicoletta comunica che
il NOTAV TOUR continua, oggi pomeriggio ha potuto riabbracciare i suoi
animaletti che le hanno fatto un sacco di feste, ma è di nuovo ora di
evadere...
Forza Nico! Tutti i resistenti del mondo sono con te!
Claudio Giorno
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pubblichiamo la mail di un amico che con parte della sua comunità da Bologna ci è venuto a trovare in Clarea, a Veanus, e ha conosciuto Nicoletta, e la sua storia, alla Credenza di Bussoleno
"
Carissimi,
abbiamo seguito la vicenda di oggi di Nicoletta.
La frase citata nel comunicato davanti al tribunale («La
resistenza, individuale e collettiva, agli atti dei pubblici poteri che
violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente
Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino».), come saprete è
di Giuseppe Dossetti, figura a noi bolognesi carissima, sia per il suo
contributo nella chiesa che nella realizzazione e difesa della
Costituzione.
Sono parole forti, profonde che vengono da lontano, eppure sono
così vicine, perchè affondano e risalgono trasformate, dalla coscienza
di chi le accoglie con coraggio e libertà, come ha fatto Nicoletta,
simbolo e voce oramai di un popolo intero.
Erri de Luca proprio oggi era a Bologna a presentare il suo ultimo
libro. Sarei voluto andare per chiedergli una parola riguardo a ciò
che è accaduto oggi a Torino.
Quando subì il processo per aver rivendicato il diritto-dovere di sabotare la tav, scrissi alcuni brevi e modesti versi poetici.
Credo che valgano anche oggi per Nicoletta e tutti coloro che lottano con amore per un altro mondo possibile.
Innocenze
Siamo figli dell'innocenza,
nel diventare padri e madri di noi stessi
affidiamoci al duro e al tenero abbraccio della vita.
Ripudiamo le spietate sentenze di giudici iniqui,
al soldo di anime impietose,
avide di sottomissioni patetiche.
Solo la nostalgia di un orizzonte prossimo,
saprà risvegliare profumate speranze di frantoi copiosi e tini traboccanti....
E così ebbri di innocenze,
affronteremo l'esistenza,
celando l'aurora..
vi siamo molto grati per la "sofferta bellezza" della giornata di ieri.
Ai nostri amici che ci chiedevano notizie
abbiamo raccontato che è stato un "ritiro spirituale".
La lotta No Tav
va oltre....
In Brasile dove io e mia moglie siamo stati tre anni si
canta:" io sento la presenza di Dio nella lotta, nella lotta, nella
lotta.."
Grazie compagni di viaggio e di lotta.
Un abbraccio.
Giampaolo, a nome del nostro piccolo "presidio"di Bologna.
"